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CheFollia
Che Follia è da sempre uno spazio animato, costruito e attraversato da persone della comunità LGBTQIA+.
Nel giorno del Pride, vogliamo ricordare quanto il lavoro sia ancora fin troppo negato alle persone della comunità LGBTQIA+ e quanto l’omobilesbotransfobia comporti stigma, marginalizzazione ed esclusione nei contesti lavorativi, nonché minority stress legato a micro-aggressioni, abusi e mobbing.
Per molte persone della comunità LGBTQIA+, soprattutto razzializzate e disabilizzate, il posto di lavoro è un miraggio e, quando lo si ottiene, viene percepito e vissuto come un “miracolo” o un “favore”, facendo passare in secondo piano diritti, tutele e riconoscimento professionale.
In questo clima, la salute mentale delle persone della comunità, specie quando neurodivergenti, con disagio psichico o dipendenze da sostanze, viene completamente tralasciata, con conseguenze dannose per la persona e per il contesto lavorativo, che diventa luogo di violenza e di aberrazioni incompatibili con la cultura della cura.
Il CheFollia si inserisce quindi in una cultura del lavoro completamente differente, incentrata sul riconoscimento, l’accoglienza e la cura, portando avanti una visione del lavoro umana e incentrata sulle esigenze della persona. Che Follia nasce esattamente per combattere stigma ed esclusione e per garantire, attraverso il lavoro, l’autodeterminazione e l’autonomia della persona.
È proprio per questo, che il nostro social bazar non è solo uno spazio queer-friendly bensì uno spazio che vive proprio grazie al lavoro, alla partecipazione e all’impegno quotidiano anche di persone appartenenti alla comunità lgbtqia+: non raimbow-washing, dunque, ma impegno attivo per l’inserimento socio-lavorativo delle persone lgbtqia+ e la costruzione di un ambiente di lavoro rispettoso, accogliente e queer-positivo.
Per noi il Pride è mettere al centro i temi del lavoro, della salute mentale e della disabilità e, nel nostro piccolo, ci proviamo ogni giorno.
Buon Pride!
*in foto, un medaglione in ceramica realizzato a suo tempo presso il centro diurno “L’Aquilone”: non c’è Pride senza attenzione alla salute mentale!



